In questi giorni in cui l’Italia sta affrontando una grave emergenza da un punto di vista sanitario, è importante mantenere una visione il più possibile realistica della situazione dandone una lettura lucida e razionale di tutto quanto ci è stato finora raccontato. E’ innegabile che le notizie giornalistiche e non degli ultimi giorni hanno alimentato un tale allarmismo da farci sentire tutti in pericolo, tuttavia fermiamoci un attimo a riflettere esclusivamente sulle notizie e sui dati oggettivi riportati dalle Autorità ovvero dal Ministero della Salute, dall’OMS e da tutti quegli esperti che definiscono la presente emergenza come “una sindrome influenzale da Coronavirus”, in parole povere un’influenza, un’infezione che, in assenza di altre patologie ovvero nella stragrande maggioranza dei casi, provoca sintomi molto lievi; solo in pochi casi, laddove invece esistano appunto già altre patologie preesistenti e situazioni particolari, provoca effetti gravi, proprio come ogni altro tipo di influenza stagionale che, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia provoca circa 8.000 decessi collegati alle sue complicanze.

Sempre rimanendo alle fonti ufficiali, pare che il numero di casi si stia stabilizzando a livello globale, a partire dalla Cina dove il Coronavirus ha avuto origine: una volta raggiunto il suo picco, grazie alla diminuzione di nuovi casi, il numero giornaliero di guariti supera già quello dei nuovi casi.

A questo punto, nella speranza che gli effetti più gravi di questa emergenza Coronavirus siano limitati a pochissimi casi, torniamo a focalizzare l’attenzione sul fatto che è proprio in questi tempi di forti tensioni che dobbiamo ritrovare la lucidità necessaria per offrire un’informazione corretta, qualificata e non basata sull’emotività del momento.

Dal punto di vista economico e finanziario la storia insegna che nulla di tutto ciò che riguarda l’attuale emergenza sanitaria avrà la forza per modificare il normale corso dell’economia mondiale che, nel lungo periodo, tende sempre a crescere rispondendo puntualmente a situazioni più o meno gravi come quelle attuali generando autonomamente gli anticorpi necessari al superamento dei momenti di crisi. Limitandoci ad esaminare i periodi caratterizzati dalle emergenze legate alle epidemie virali di questo secolo, anche in questo caso legato al Coronavirus gli anticorpi di cui parlavo si sono già attivati, poiché abbiamo assistito ad un ulteriore abbassamento dei tassi di interesse in linea con nuove possibili politiche monetarie espansive, ad un calo del prezzo di alcune materie prime tra cui il petrolio ed alla reazione dei mercati valutari. Sicuramente tra coloro che conoscono molto bene questi meccanismi figura Warren Buffet, uno tra gli uomini più noti della storia della finanza mondiale, la cui opinione è sempre fonte di ispirazione per gli investitori di tutto il mondo. In una lunga intervista di qualche giorno fa ha confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, la sua strategia di investimento: “gli investitori con una strategia d’investimento di lungo periodo devono rimanere concentrati sulla capacità delle aziende di generare profitti. L’epidemia di Coronavirus non cambia le prospettive a lungo termine, è una grave minaccia ma non dovrebbe influire su ciò che si fa quando si investe in azioni”.

Facile a dirsi, più difficile a farsi. Quindi, è proprio in situazioni come queste che è indispensabile l’aiuto di un consulente finanziario, un professionista preparato, con l’esperienza e la conoscenza per interpretare correttamente le informazioni che riceviamo e fornire indicazioni razionali e non emotive. Per questo vi invito ad un confronto per meglio comprendere in che modo periodi che vediamo come bui, possano poi razionalmente diventare opportunità d’investimento che, attraverso le corrette scelte, ci possono permettere, in un’ottica di lungo termine, di realizzare gli obiettivi più ambiziosi.