All’indomani di quanto accaduto ai risparmiatori coinvolti nel fallimento e nel successivo salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara, ci si interroga su cosa accadrà a partire dal 1 gennaio.

Infatti, in attuazione delle nuove regole europee introdotte dalla Direttiva UE 2014/59 e recepite dall’Italia con il D.Lgs. 180/2015 sui salvataggi delle banche in difficoltà, a partire proprio dal 1 gennaio l’eventuale crisi di una banca si risolverà adottando il meccanismo del cosiddetto bail in (salvataggio interno).

Secondo le nuove norme sulla risoluzione delle crisi bancarie, in caso di fallimento i problemi dell’istituto di credito saranno affrontati e risolti innanzitutto all’interno ritardando il più possibile l’intervento pubblico.

In sostanza, in caso di crack ad accollarsi le perdite saranno prima gli azionisti, poi a seguire gli obbligazionisti che hanno sottoscritto bond dell’istituto in difficoltà ed infine i correntisti, ma solo coloro che hanno sul conto oltre 100.000 euro, dal momento che al di sotto di tale cifra i depositi sono tutelati dal Fondo di Garanzia.

Il coinvolgimento degli investitori avverrà però solo dopo che sia stato utilizzato tutto il capitale della banca e dopo che la Banca d’Italia abbia percorso altre strade come la vendita degli attivi dello stesso istituto di credito in difficoltà.