Ancora una nuova giornata nera in Borsa per i titoli bancari le cui quotazioni continuano a crollare sulla scia delle preoccupazioni degli investitori in merito ai riassetti che non arrivano ed ai timori su eventuali nuove richieste di aumenti di capitale da parte delle Autorità.

Vendite allo scoperto da parte degli operatori esteri, nuove preoccupazioni riguardo alle sofferenze: anche se il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato nei giorni scorsi che non c’è in corso un attacco speculativo nei confronti del sistema bancario italiano, una cosa certa è che lo stesso sistema è oggi alle prese con un riassetto profondo. Prendiamo ad esempio la bad bank, ovvero il veicolo societario a cui la banca in crisi trasferisce i suoi crediti deteriorati (incagliati o non più esigibili), l’accordo con l’Europa è arrivato perché lo Stato offrirà dietro pagamento ad un prezzo di mercato una garanzia pubblica su questi crediti difficili, anche detti sofferenze, in maniera tale da permettere agli istituti bancari di alleggerire i propri bilanci, di riprendere a prestare denaro alle imprese e di raccogliere capitali da depositanti e da sottoscrittori di obbligazioni non più preoccupati per la sorte della banca, e quindi permettere anche a tutto il resto del mercato di rilanciarsi. Tutto chiaro, peccato che il mercato finanziario, come spesso accade, aspetta di vedere la prima operazione, di capire come materialmente quella garanzia pubblica potrà scattare. C’è poi la questione delle aggregazioni che coinvolgono e coinvolgeranno gran parte delle banche italiane, attualmente alle prese con una stagione di riassetti: la Banca Popolare di Milano e il Banco Popolare stanno andando avanti nei loro colloqui, ma le incognite sui crediti deteriorati e sulla governance non aiutano, alla luce anche del fatto che si tratta di un’operazione che per la prima volta dovrà essere curata nelle autorizzazioni dalla BCE. C’è poi il nodo del Monte dei Paschi e le ipotesi di matrimonio con UBI, ma anche qui sarà decisiva la vigilanza della BCE. Ed ancora, tutti a chiedersi se a fronte di queste operazioni saranno necessari aumenti di capitale.

Tutto lecito insomma, peccato che tutti questi timori, tutte queste domande, tutta questa incertezza in Borsa costino sempre molto caro al risparmiatore poco attento ad una sana pianificazione finanziaria.