In un’intervista al quotidiano La Stampa, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha illustrate alcune novità in materia previdenziale che entreranno in vigore dal prossimo 1 gennaio, come previsto dalla Legge Fornero: le donne impegnate nel settore privato per poter andare in pensione dovranno lavorare 22 mesi in più e, come adeguamento alla speranza di vita, la pensione si allontanerà di 4 mesi per tutti.

Se nel 2015 la pensione di vecchiaia per le lavoratrici delle aziende private è arrivata a 63 anni e 9 mesi, dal 2016, per le stesse lavoratrici in procinto di uscire dal mondo del lavoro, la data si allontana e dovranno attendere il compimento di 65 anni e 7 mesi, mentre per le lavoratrici autonome la pensione scatterà al compimento di 66 anni e 1 mese.

Per le donne occupate nel settore pubblico invece l’età pensionabile era già stata equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7 mesi.

Un provvedimento previsto dalla recente Legge di Stabilità, secondo le intenzioni del Governo, potrebbe però alleggerire il peso degli ultimi anni di lavoro e nello stesso tempo agevolare il ricambio generazionale.

Per chi è impegnato nel settore privato a cui mancano 3 anni dall’uscita dal mondo del lavoro ed ha più di 60 anni è offerta l’opportunità del part time perché, come spiega nell’intervista il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, “non possiamo pensare che una persona possa fare lo stesso lavoro e con le stesse modalità a 30 e 60 anni, questa è una soluzione perché si possa lavorare in modo diverso e di meno”.